Dubai e Oman

Marzo e Aprile 2010

Dubai, Nizwa, Wahiba Sands, Muscat, Wadi Bani AWF, Isole Daymanyat

Da Dubai all’Oman il volo è breve, ma sembra di volare attraverso i secoli: dall’architettura futuristica che rasenta la fantascienza dell’Emirato, dal suo ritmo frenetico basato sugli affari e sul divertimento, alle aspre montagne del Sultanato, delle sue strade che attraversano paesaggi surreali e selvaggi, dal deserto infuocato intervallato dalle splendide oasi solcate dai wadi, alle spiagge bagnate da un mare turchese, dove le tartarughe vengono ogni notte a deporre le uova. Due mondi vicini geograficamente, ma così lontani nella mentalità, eppure entrambi fortemente affascinanti, uniti da una caratteristica unica: la cultura dell’islamismo nella sua forma più intrigante, autentica e nel rispetto e nella tolleranza verso la civiltà occidentale e tutti gli altri popoli.

Dubai e Oman, un viaggio nei profumi e nei colori d’Arabia, passando del futurismo più estremo fino al profondo e radicale rispetto delle antiche tradizioni.

E quella sensazione di autentico che forse in altri luoghi, ormai invasi dal turismo di massa, è andata inesorabilmente perduta.

 

Data di Partenza: 27 Marzo - durata: 15 giorni

Volo Turkish Airlines, volo Sharjah - Muscat con Air Arabia - pernottamento in hotel - Fuoristrada in Oman

Difficoltà organizzativa e di viaggio: medio - facile

 

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Dubai

Oman 1

Oman 2

           

Alcuni approfondimenti su Dubai:

 

Città costosa o economica? Dipende da ciò che avete in mente di fare. La vita quotidiana costa meno che da noi: gli hotels a Deira, Bur Dubai ed Al Barsha sono generalmente economici e confortevoli.

Quelli che si affacciano sulla Jumeirah Beach sono proibitivi.

I ristoranti sono poco costosi, si trovano tutte le cucine del mondo e spesso sono racchiusi negli enormi centri commerciali. Non pensate al classico centro commerciale: al Mall of the Emirates si può sciare al coperto, il Dubai Mall sembra un palazzo reale…

In spiaggia si può andare gratis, se proprio volete lettino ed ombrellone andate al Jumeirah Beach Park, ingresso 1 euro, lettino ed ombrellone 4 euro. Mare turchese ma quasi sempre mosso, spiagge bianchissime infinite.

Ci si sposta in taxi, le distanze sono enormi: una breve corsa di 4-5 km costa poco più di 2 euro, i 30 km dall’aeroporto ad Al Barsha costano circa 15 euro.

Da poco inaugurata la metro di Dubai, futuristica, veloce ed economica ma le stazioni aperte sono poche e solitamente distanti dalle attrazioni.

Le cose più costose a Dubai sono le attrazioni più innovative: l’aquapark dell’Atlantis, lo Ski Dubai, l’escursione nel deserto, la salita al Burj Khalifa, dai 50 ai 20 euro.

Non perdetevi una cena al Burj al Arab, meno proibitiva di quanto si possa pensare, esperienza unica ed indimenticabile, anche solo per ammirare l’hotel dall’interno….INCREDIBILE!!!

 

Alcuni approfondimenti sul Sultanato dell'Oman:

 

 

L’Oman si sta aprendo fortemente al turismo negli ultimi due anni: un mondo che è rimasto chiuso per millenni inizia a vedere sul suo territorio i primi gruppi di turisti, i crocieristi che si fermano a Muscat, oltre naturalmente ai classici turisti fai-da-te che non sono mai mancati. L’impressione, è che l’Oman vada visitato nel più breve tempo possibile, prima che perda (qualcosa si è già perso), la sua profonda anima autentica.

Molti mi dicono: si, ma cosa c’è da vedere in Oman? Brevemente: la cittadina fortificata di Nizwa, forse la più legata alle antiche tradizioni, con il caratteristico souk e la compravendita di bestiame, i vicini forti di Bahla, Jabrin, Nakhal e Rustaq, sembrano miraggi di sabbia nel deserto con le loro pareti lisce e levigate e le torri elaborate, circondati da fitti palmeti. Le selvagge montagne dell’interno, un rapido susseguirsi di ruvidi rilievi montuosi con piste sterrate mozzafiato che ne scalano canyon e pendii. Gli splendidi wadi, profondi e rigogliosi canyon ricchi d’acqua e di palme, dove si può praticare trekking unito da splendide nuotate nelle acque cristalline. Le infinite spiagge deserte, da quelle bianche bagnate da acqua turchese, a quelle di sabbia gialla ed acque verde smeraldo, dalle distese infinite a sud di Sur abitate dalle tartarughe giganti, fino alle incontaminate e sconosciute isole Daymanyat, simili ad atolli maldiviani, ricchi di barriere coralline ma prive di vegetazione. Per finire, la caratteristica capitale Muscat, divisa in diversi quartieri, alcuni dei quali sembrano villaggi, con le forti contraddizioni, dal tipico mercato del pesce e dal souq, allo stravagante palazzo del Sultano per finire alla strabiliante Grande Moschea. Tutto questo condito dal sorriso e dalla gentilezza di un popolo curioso, che non attende altro che un vostro saluto per darvi un caloroso benvenuto.

 

Eccetto Muscat, i servizi turistici non sono molto sviluppati: si trovano pochi hotels, concentrati nella cittadine più grandi, come Nizwa e Sur, non si trovano ristoranti internazionali e in alcuni luoghi il ristorante dell’hotel è l’unico a disposizione. Il servizio negli hotel è cortese ma spartano, eccetto le grandi catene alberghiere.

Le strade principali sono bellissime e ben tenute, ma per raggiungere alcuni tra i luoghi più affascinanti è necessario un fuoristrada, come il Jebel Shams (il Grand Canyon dell’Oman), l’attraversamento dei monti Hajar, per percorrere le piste non impegnative del Wahiba Sands e per raggiungere alcune incantevoli spiagge tra Sur e Oman, come la White Beach.

Le strade sterrate sono divertenti e in buone condizioni, attenzione, in montagna spesso sono esposte e non protette, mentre quella che attraversa il Wadi Bani AWF a volte guada piccoli e bassi torrenti, che si possono trasformare in qualcosa di pericoloso se ha piovuto da poco. Da evitare in questo caso.

Le segnaletiche sono scarse, anche quelle per i luoghi turistici: noi avevamo il notebook con antenna gps per avere la posizione in tempo reale su google earth, molto comoda, ma non indispensabile. Una buona mappa è sufficiente. Attenzione, molti parlano solo arabo.

Abbigliamento: sicuramente rispettoso ma non obbligato. Anche le donne possono girare tranquillamente in canottiera e pantaloncini, ed indossare il bikini in qualsiasi spiaggia. Naturalmente ciò riguarda i turisti, le donne del luogo indossano esclusivamente abito tradizionale nero con volto coperto, anche in spiaggia.

La benzina costa pochissimo (circa € 0,24 al litro) ed il prezzo è fisso in tutto il paese. Le auto sono solitamente di grossa cilindrata.

Il cambio valuta è da rapina legalizzata (la differenza tra acquisto e vendita raggiunge il 30%). Appena arrivati all’aeroporto, dovrete obbligatoriamente passare prima dal cambio per l’acquisto del visto, il consiglio è di cambiare lo stretto necessario: la soluzione più conveniente in Oman è utilizzare la carta di credito e prelevare dagli sportelli con anticipo contante (commissione del 4%, nulla in confronto ai tassi applicati in loco).

Da prenotare in anticipo l’escursione per vedere le tartarughe a Ras al Jinz, esperienza unica da non perdere assolutamente. (trovate l’email sul sito ufficiale). Stessa cosa se volete fare diving o snorkeling alle Daymanyat.

 

Diario di Viaggio

sabato, 27/03/2010

Pronti, partenza, via. Dopo pochi mesi siamo ancora qui all’aeroporto di Istanbul, crocevia delle nostre ultime avventure, grazie alle favorevoli tariffe offerte dalla Turkish Airlines (Volo in andata su Dubai e rientro da Muscat, via Istanbul, € 410).

Solito traffico aereo in partenza dall’aeroporto turco e nonostante l’imbarco puntuale, arriviamo a Dubai con una mezz’ora di ritardo, verso le 3 di notte. Controlli e ritiro bagagli sono veloci, nel giro di mezz’ora saliamo sul taxi (15 euro) e alle 4 siamo già sistemati nel nostro spazioso appartamento in zona Al Barsha (Seven Sands Hotel Apartment, € 77 con colazione su booking.com). Davvero una soluzione economica e confortevole: l’hotel è a pochi minuti di taxi dalle principali attrazioni: il Burj Al Arab, la palma, la nuovissima zona di Jumeirah, Dubai Marina e The Walk, 8 minuti a piedi da Mall of The Emirates con lo Ski Dubai, anche se la passeggiata per arrivarci è un po’ dissestata tra diversi cantieri, e 10 minuti dalla nuova Monorail che collega il centro. L’appartamento è spazioso ed il personale gentilissimo: grande soggiorno già predisposto con il divano letto per il bambino, cucina, doppi servizi, camera matrimoniale, 2 tv lcd con stereo, dvd…ecc, insomma, tutte cose che non ci servono!

Dubai, domenica, 28/03/2010

 

Non c’è tempo da perdere e dopo poche ore di sonno siamo già in piedi, pronti per visitare il cuore più antico, se così si può definire, di Dubai. Raggiungiamo il Mall of The Emirates dove abbiamo subito il primo impatto con l’assurda realtà e ricchezza di Dubai: dalle ampie vetrate del mall e dei suoi ristoranti, osserviamo questa incredibile pista di sci al coperto, con seggiovia, pista da slittino, due piste da sci, temperatura di -4 gradi contro i 35 dell’esterno. Il mall è enorme e dal suo interno raggiungiamo la stazione della monorotaia per il centro. Il viaggio per Buri Dubai è elettrizzante: la metro viaggia a cielo aperto tra il futuristico skyline cittadino, passando dal Burj Khalifa, il grattacielo più alto del mondo, che supera gli800 metri di altezza, supera la bizzarra sagoma delle Emirates Tower e passa in mezzo al Financial Center.

Partiamo dal famoso souk dell’oro, dove le eleganti botteghe si susseguono con le scintillanti esposizioni, per poi proseguire per il souk delle spezie: sinceramente pensavo che questi souk fossero più autentici, ma non è che impressionano più di tanto. Raggiungiamo il Creek, il canale che attraversa la città, che attraversiamo con le Abras, una tipica imbarcazione che funge da taxi acquatico per pochi centesimi. La vita sul fiume ricorda un po’ uno spaccato della Dubai di qualche decennio fa, quando i grattacieli non erano ancora parte integrante del panorama cittadino: il Creek è molto trafficato, di Abras che trasportano turisti e abitanti e di imbarcazioni cariche di mercanzie. Ma la vista sui moderni edifici che affiancano il fiume ci riportano alla realtà super moderna. Visitiamo il piacevole museo di Dubai, all’interno di un’antica fortezza, con esposizioni multimediali che ripercorrono lo sviluppo della città e terminiamo la passeggiata nel quartiere Bastiaka, con le famose torri del vento. Torniamo in hotel con un taxi, sostando per qualche minuto di fronte alla bellissima e imponente moschea Jumeirah.

Per cena raggiungiamo nuovamente il Mall of the Emirates: i mall sono zone molto piacevoli dove cenare, all’interno si trovano delle vere e proprie food-court che propongono cucine provenienti da tutto il mondo, a prezzi generalmente bassi, anche se presto la carne, sempre speziata, stufa un pò.

Dubai, lunedì, 29/03/2010

 

Prendiamo un taxi per raggiungere la nuovissima zona di Dubai Marina, ci fermiamo di fronte all’Hilton Jumeirah dove c’è un accesso alla infinita spiaggia pubblica intervallata da qualche breve tratto privato di proprietà degli hotels e trascorriamo la giornata in questa spiaggia bianchissima e pulita, semideserta e bagnata da un mare azzurro ma sempre piuttosto mosso. L’acqua è piacevolmente calda e di fronte a noi uno skyline spettacolare, costituito da nuovissimi ed imponenti grattacieli dall’architettura futuristica. La temperatura è piuttosto alta, in questa fine di marzo il termometro si assesta sui 35 gradi. Passeggiando lungo la spiaggia si raggiunge un molo artificiale: qui l’acqua è molto calma, trasparente ed il colpo d’occhio è straordinario. Prima di lasciare questa zona passeggiamo per The Walk, un lungo viale pedonale pieno di locali e ristoranti, all’ombra degli imponenti grattacieli che si estendono fino alla Marina.

In serata, con pochi minuti di taxi (2 euro) raggiungiamo il Madinat, elegante e lussuoso resort con un costoso e raffinato souk al coperto ed una immensa laguna con taxi acquatici, con splendida vista sul Burj al Arab, che lo raggiungiamo con una passeggiata di 10 minuti.

Burj al Arab

 

Non c’è immagine o fotografia che possa rendere giustizia alla magnificenza del Burj al Arab. Qualcuno potrebbe pensare...alla fine è solo un hotel lussuoso, frutto della sfrontatezza e della ricchezza dei petroldollari, un miserabile schiaffo alla povertà e alla gente che lavora per campare.

Non lo si può negare: ma io aggiungerei che resta un simbolo incontrastato della capacità umana di realizzare un’opera architettonica in grado di far sognare per la sua perfezione, per la sua classe e sontuosità, anche se per solo una notte, una sera, o poche ore.

Purtroppo per la maggior parte delle persone, resta un sogno proibito: spendere 1600 euro per una notte da pachà nell’unico 7 stelle del mondo è inimmaginabile. Ma c’è una soluzione, più a portata di mano, per assaporare in una serata l’incanto e la magia del Burj: una cena presso uno dei suoi ristoranti meno esclusivi, il Bab al Jam. Certo, in questo modo non avrete la possibilità di scorrazzare per una delle suite che vanno dai 170 fino ai 780 metri quadrati, servite 24 ore al giorno dal maggiordomo privato, ma avrete pur modo di ammirare l’incredibile lobby, i saloni sfarzosi, i giardini esterni con le viste mozzafiato su Dubai.

Il prezzo? Meno proibitivo di quanto si possa pensare, provare per credere!

Prima cosa da fare è muoversi per tempo e prenotare con largo anticipo: mandate una email di richiesta prezzo e prenotazione, vi risponderà un agente del ristorante che vi informerà su tutto, vi chiederà la carta di credito a garanzia della prenotazione, l’orario preferito e vi fornirà qualche indicazione, del tipo che è richiesto un abbigliamento smart casual, di mettere in modalità silenziosa il cellulare, che non è possibile fare foto nel ristorante (io le ho fatte, chiedendo il permesso, ma non al buffet). Vi chiederanno inoltre se avete esigenze ed intolleranze alimentari e se per caso festeggiate qualche evento speciale (io ho risposto che festeggiavamo il compleanno di mia moglie).

Decidiamo di arrivarci a piedi e ci presentiamo di fronte all’accesso del ponte che collega l’hotel, visto che il Burj è costruito in mezzo al mare. Davanti a noi si presenta una specie di esercito armato che controlla un sacco di persone che fotografano l’hotel dalle sbarre, addirittura ci sono enormi dissuasori mobili per bloccare le auto. Presentiamo la nostra prenotazione e subito ci accoglie un responsabile con un: Welcome dear Mr Alberto. Attraversiamo l’accesso e dal quel momento possiamo girare liberamente per tutte le aree comuni dell’hotel: percorriamo il lungo ponte sospeso che offre magnifiche viste sulla vela del Jumeirah Beach Hotel, sul Madinat e su spiagge bianchissime, fino ad arrivare di fronte all’imponente facciata del Burj, alto 321 metri: incredibile, dall’esterno sembra fantascienza, un’astronave di Star Trek: cambia colore ogni 10 secondi, passando dal giallo al viola, dal blu al rosso. Tutte le persone che incontriamo ci accolgono con un sorriso e con estrema gentilezza.

 

Entriamo nella hall e restiamo senza parole: una lunga scala mobile sale al piano superiore, affiancata da due acquari giganteschi: davanti a noi fontane danzanti, salotti da marajà, cascate elaborate e l’immensa struttura del complesso, che in altezza sembra non finire mai, con un caleidoscopio di colori dove predominano il blu, il bianco e l’oro. Chiediamo informazioni e ci accompagnano al nostro ristorante ed al nostro tavolo riservato. Qui mi aspettavo un ambiente più elegante, formale ed ampio: invece troviamo arredamento curato ma senza eccessi, veniamo subito messi a nostro agio dai camerieri, spigliatamente simpatici pur garantendo un servizio eccellente e troviamo un buffet di dimensioni non esagerate ma curatissimo nei dettagli. Il cibo è presentato con minuzie e classe unica, in piccole porzioni, con gli chef immediatamente pronti a non fare mai mancare nulla: impressionante l’angolo con gli antipasti di pesce, immersi nel ghiaccio, dove si trovano aragoste, gamberi, ostriche, granchi, sushi otre a varie tipologie a me sconosciute. Le pietanze principali richiamano sia il gusto arabo che quello internazionale, mentre nell’angolo barbecue è possibile farsi cucinare a piacimento e volontà ogni genere di carne, tonni, pesce spada, salmoni. Non deludono nemmeno i dolci, molto elaborati e presentanti con degna magnificenza e la frutta fresca, con fragole grosse come mandaranci. Avevo letto che ogni ingrediente utilizzato in cucina arriva direttamente dal paese di origine: così il grana padano arriva dall’Italia, la frutta esotica dall’oriente e così via.

Al termine della cena, si presentano di fronte a noi i camerieri con una torta con candelina, rivolgendosi a mia moglie canticchiando Happy Birthday

Visto che ormai siamo saturati di cibo, ci impacchettano il dolce da portare via, con tanto di scatola targata Burj al Arab, the worlds most luxurious hotel. Persino gli stuzzicadenti sono personalizzati. Al termine della cena usciamo sulle terrazze e i giardini: di fronte a noi si presenta tutta Dubai illuminata. Un sogno che è finito dopo poche ora ma che ormai sarà difficile da scordare.

Dubai, martedì, 30/03/2010

 

Mattinata nuovamente in spiaggia, questa volta raggiungiamo in una decina di minuti di taxi (4 euro), il Jumeirah Beach Park (ingresso a pagamento, 1 euro + eventuale affitto di lettini ed ombrelloni). Questo parco è curatissimo, ovunque ci sono aiuole in fiore nei lussureggianti giardini, mentre una fila di palme tropicali separano l’infinita spiaggia, che sembra “tirata” come una pista da sci. Ci si può far piantare l’ombrellone nel punto preferito e durante la prima parte della mattinata, la spiaggia è praticamente deserta, mentre poi si riempie leggermente solo nella zona centrale. Inoltre si trovano campo da calcetto, beach volley, docce, spogliatoi e snack bar. Dopo un pranzo picnic nei tavoli sotto le palme, torniamo in hotel e ci prepariamo per l’escursione pomeridiana nel deserto: da casa avevo prenotato l’escursione conla DSD Northtours (38 euro a persona) che puntualissimi ci vengono a prendere in hotel. Ci sono varie agenzie che propongono l’escursione, ma alla fine si ritrovano tutti presso lo stesso campo nel deserto: il programma consiste nell’attraversare le dune del deserto in fuoristrada, per poi arrivare verso sera ad un campo beduino per la cena e lo spettacolo di danze. Sinceramente non so se consigliare questa escursione, è davvero troppo turistica, anche se alcuni paesaggi sono notevoli; alcune soste sono troppo forzate e la discesa per le dune, più che divertente è quasi da volta stomaco, ma dipende dall’autista che beccate, il nostro era un mezzo pazzo e avevamo l’impressione di ribaltarci in ogni momento!

  

Comunque, sosta ad un primo negozio di souvenir e per rinfrescarsi, poi si entra nelle dune che si affrontano con discese paurose e sobbalzi al limite per una ventina di minuti, si raggiunge un punto panoramico sul deserto davvero incantevole, poi altri 15 minuti più tranquilli per raggiungere il campo beduino, che non è sulle dune ma al margine del deserto. Qui prima di cena si svolgono attività al limite della banalità, quali una breve (ma breve…) cavalcata su dorso di dromedario, bazar turistici, pitture di hennè a pagamento, insomma, non cose di mio gusto. La cena a buffet è molto buona, si assaggiano alcune specialità tipiche oltre a carne alla griglia: ci si accomoda sui tipici tappeti beduini attorno ad un palco, dove ci aspettiamo si svolgano le danze tipiche, ma terminiamo la cena e dello spettacolo neanche l’ombra. Chiediamo spiegazioni e ci dicono che lo spettacolo si tiene solo 2-3 volta la settimana….Ma come!??!????

Dubai, mercoledì, 31/03/2010

 

L’ultima giornata a Dubai la trascorriamo presso l’innovativo parco acquatico dell’Atlantis: taxi fino alla stazione della monorotaia (€2,5 a tratta), che percorre tutta la famosa palma di Dubai, tra ville miliardarie con spiaggia privata immacolata, fino ad arrivare all’enorme resort. Consiglio di percorrere almeno una tratta con la monorotaia perché offre davvero viste mozzafiato (attenzione, apre alle 10 del mattino). Facciamo il biglietto combinato (€ 50) che comprende l’ingresso  al Waterpark ed alla Lost Chamber, acquario con ricostruzione di Atlantide. Il prezzo è altino ma li vale davvero tutti: il parco è davvero all’avanguardia, con numerosi scivoli che offrono discese mozzafiato dall’alto della ricostruzione dello Zigurat: la maggior parte delle discese si percorrono con i gommoni, disponibili anche doppi per non abbandonare i bambini: il più emozionante è lo scivolo che prima entra in un tunnel buio per poi sbucare in un enorme acquario, dove si percorre l’ultimo tratto osservano squali sopra la propria testa, razze e pesci tropicali. Adrenalinico quello che scende in picchiata dallo Zigurat mentre molti altri si possono raggiungere senza fare scale, con un tapis roulant che riporta in cima. Inoltre torrenti lunghissimi con le onde, piscine enormi ed una spiaggia bianchissima. Nel pomeriggio percorriamo le sale di Lost Chamber, con enormi acquari dove giacciono le rovine della mitica Atlantide.

 

Nel tardo pomeriggio andiamo al Dubai Mall, il più recente e lussuoso centro commerciale di Dubai che sorge di fronte all’imponente mole del Burj Khalifa: più che un mall sembra un palazzo di un sultano: all’interno si trovano un souk dell’oro fiabesco, cascate imponenti, una pista di hockey sul ghiaccio. Dopo cena usciamo dal mall e passeggiamo nell’incredibile laguna di fronte al Khalifa, dove ogni 15 minuti si può assistere ad un suggestivo spettacolo delle fontane danzanti: degna conclusione di questi giorni trascorsi nella pazzesca Dubai!

Nizwa - Oman, giovedì, 1/04/2010

 

Lasciamo all’alba Dubai e gli Emirati in direzione dell’aeroporto di Sharjah, che raggiungiamo in circa 40 minuti di taxi (20 euro), mentre la carreggiata opposta è completamente paralizzata: un avvertimento: evitare di percorrere le strade da nord a sud la mattina, e da sud a nord verso sera, per via del traffico pendolare. Il volo Sharjah-Muscat con Air Arabia (€ 60) è puntuale ma le pratiche per l’immigrazione sono piuttosto lunghe: prima è necessario cambiare la valuta per l’acquisto del visto, poi si passa al controllo passaporti. Il consiglio è di cambiare il minimo indispensabile in aeroporto, visto che i cambi sono da veri strozzini (addirittura sfavorevoli del 20%), meglio prelevare dagli sportelli automatici con commissione del 4%. Ci rechiamo al banco Europcar dove ritiriamo il fuoristrada che ci accompagnerà sulle strade dell’Oman (9gg di 4x4 € 385, con upgrate in loco). Ci consegnano un’enorme Land Cruiser, eccezionale, piacevolmente sporca ed ammaccata, così non avremo problemi alla riconsegna. Faccio annotare tutte le parti danneggiate sul foglio di noleggio, praticamente una X unica sul disegno….

Colleghiamo il gps al notebook, il segnale prende in 5 minuti ed eccoci apparire su google earth: l’avvenuta inizia. Raggiungiamo l’antica capitale Nizwa, lasciamo i bagagli all’hotel Al-Diyar (€ 88 tripla con colazione, direttamente con l’hotel) e andiamo a visitare il centro nel primo pomeriggio. C’è un caldo pazzesco, 38 gradi, superiore alla media del periodo: Nizwa sembra una città fantasma e visto il caldo, capiamo il motivo: ma purtroppo il forte chiude alle 16 e dobbiamo affrettarci per la visita. L’ingresso costa 1 euro: i forti dell’Oman, ne visiteremo diversi, appaiono come miraggi di sabbia tra le oasi del deserto. Perfettamente ristrutturati, forse troppo, visto che sembrano piuttosto recenti nonostante i secoli che hanno alle spalle. La visita è un susseguirsi di stanze, alcune spoglie altre semplicemente arredate, scalinate, torri e terrazze con viste mozzafiato: in cima al forte di Nizwa si ammira uno splendido colpo d’occhio della città, cinta da mura e della caratteristica moschea, oltre che sui palmeti che si chiudono all’orizzonte con gli imponenti monti Hajar. Il souq è chiuso, ci dicono aprirà la sera. Torniamo la sera ma è ancora chiuso, ci dicono che aprirà la mattina seguente, con tanto di souq del bestiame, visto che è venerdì ed è festa.

Jabrin, Bahla, Jebel Shams,  venerdì, 2/04/2010

 

Oggi programma intenso: prima tappa il forte di Jabrin che, essendo venerdi, chiuderà alle 11. Il forte è uno dei meglio conservati dell’Oman, risale al 17esimo secolo ed è stato costruito dall’Imam Bil’arub bin Sultan. All’interno si visitano le cucine con utensili dell’epoca, le stanze dell’Imam, con soffitti riccamente decorati e pareti con iscrizioni in arabo, i canali per il trasporto dell’acqua e del succo di dattero, oltre alla scuola coranica e l’immancabile terrazza con vista sul palmeto e sulle montagne. Proseguiamo in direzione Bahla, con uno dei forti più imponenti del Paese, purtroppo chiuso da anni per restauro (Patrimonio dell’Unesco) e le botteghe di ceramica di cui non troviamo traccia. Verso le 11 ci inerpichiamo per la strada che sale al Jebel Shams, attraversando gli imponenti e selvaggi monti Hajar, fino ai2000 metri di quello che viene definito, giustamente, il Gran Canyon dell’Oman. Strada facendo facciamo una deviazione per il villaggio montano di Misfat Al Abrein, arroccato sul fianco della montagna e circondato da una lussureggiante oasi. Le foto viste valevano di più di quanto abbiamo in realtà ammirato, ad ogni modo, si può osservare uno spaccato di vita di questa popolazione ancora fortemente legata alle antiche tradizioni e dove la quotidianità trascorre in modo lento e semplice.

 

Il primo tratto di strada per il Canyon è asfaltato ma piuttosto ripido, per poi trasformarsi in una pista sassosa che taglia letteralmente la montagna, con qualche passaggio ripido ed esposto. Con un po’ di attenzione, e assolutamente con un fuoristrada, nessun problema per percorrere la strada, anche se in alcuni punti è necessario procedere in prima. Arrivati in cima lo spettacolo è straordinario e le somiglianze con il Gran Canyon americano più famoso sono evidenti, seppur in scala minore: si può costeggiare il bordo del canyon senza protezione, con strapiombi vertiginosi di oltre1.000 metri. La temperatura in vetta è fortemente calata: dai 38 ai 23 gradi, molto ventosi.

Da Nizwa a Sur,  sabato, 3/04/2010

Quella che ci aspetta sarà davvero una giornata memorabile, attraversando paesaggi mozzafiato completamente diversi l’uno dall’altro, dai deserti infuocati del Wahiba Sands, alla rigogliosa oasi del Wadi Bani Khalid, fino alle stupefacenti tartarughe di Ras al Jinz.

  

Procedendo in ordine: breve sosta alla località di Birkat al-Mauz, dove alle spalle del moderno abitato si trovano i resti di un villaggio di case di fango, in posizione spettacolare. Procediamo fino a vedere in lontananza le prime dune del deserto, che circondano la statale: da un lato si perdono in alte dune dorate, mentre dall’altro lambiscono le montagne sembrando immense vallate sabbiose. Lasciamo la statale e proseguiamo lungo una pista sabbiosa nel deserto, con le dune che diventano sempre più alte e rossastre: è un luogo straordinario, desolato ma affascinante, la nostra auto sembra un puntino nell’universo.

Attorno a mezzogiorno imbocchiamo la deviazione per il Wadi Bani Khalid, uno dei wadi più affascinanti del Paese: l’ultimo tratto di strada sta per essere asfaltato e si procede senza problemi fino al parcheggio. Il wadi è molto agevole: lasciata l’auto si raggiunge in 5 minuti la prima enorme pozza d’acqua, trasparente e circondata da palme. Qui partono dei ponticelli che attraversano il fiume: da una parte si trova uno snack bar, mentre dall’altra il sentiero procede lungo il wadi, raggiungendo fantastiche piscine naturali tra le rocce, con acqua verde smeraldo dove si possono fare splendide nuotate e tuffi.

 

Proseguimento verso Sur e raggiungiamo l’hotel Ras Al Hadd (€ 88 camera tripla, direttamente con l’hotel), poco distante dalla spiaggia delle tartarughe. Dopo un’ottima cena nel ristorante dell’hotel, raggiungiamo il Visitor Center di Ras al Jinz, una riserva naturale in cui arrivano circa

35 000 tartarughe all’anno a deporre le uova. Abbiamo prenotato, con un mese di anticipo direttamente dall’Italia, la visita guidata delle ore 21, visto che l’accesso è limitato a 100-120 persone divise in piccoli gruppi (ho incontrato alcune persone che, non avendo prenotato in anticipo, non hanno potuto visitare la spiaggia). Viviamo questa esperienza straordinaria, ammirando enormi tartarughe che escono dal mare, depongono le uova, scavano buche gigantesche per poi tornare verso il mare.

 

Riusciamo anche a vedere le piccole tartarughine appena nate, che con notevole sforzo riescono a raggiungere il mare. Questa sera siamo fortunati, pur non essendo il periodo ideale, riusciamo a vedere in circa un’ora tutte queste fasi. Unico neo, da poco non è più possibile scattare foto, evidentemente molti turisti hanno esagerato con il flash severamente vietati.

Pensavamo di perdere mezza nottata, invece alle 23.30 siamo già di ritorno in hotel. Straordinaria sorpresa: alla reception ci spiegano che un gruppo di tartarughe appena nate hanno spagliato direzione, ed invece di seguire la strada per il mare hanno puntato dritto verso l’hotel: ora sono lì, di fronte noi, in un secchio in attesa di essere portate in mare all’indomani: le possiamo prendere in mano, ammirare e coccolare!

Da Sur a Muscat,  domenica, 4/04/2010

 

Percorriamo la nuova hwy che attraversa montagne selvagge e suggestivi paesaggi costieri.

Siamo sulla costa dell’Oman, nel tratto tra Muscat e Sur che si affaccia direttamente sul mare arabico. Il paesaggio è caratterizzato da montagne aride, rocciose, desertiche, ma ad un tratto, come per miraggio, appare un canyon incantato: tra le alte pareti rocciose scorre un fiume verde smeraldo, circondato da palme lussureggianti, in un ambiente altamente spettacolare.

Fino ad un paio di anni fa questo luogo era difficilmente raggiungibile: solo un pista sterrata ed accidentata di svariati chilometri che si snodava tra spiagge e montagne. Ora, grazie alla costruzione della nuova autostrada, che deturpa tra l’altro parzialmente il paesaggio, la partenza per l’escursione lungo il wadi è decisamente più agibile.

Tra i numerosi wadi che si trovano in Oman, questo è senza dubbio il più spettacolare: si tratta di canyon spettacolari che spezzano le catene montuose, dove nel corso dei secoli, l’acqua che scorre ha creato gole mozzafiato rendendo fertile il paesaggio circostante: si tratta di acqua cristallina ed incontaminata, dai colori incredibilmente surreali e circondata da pareti verticali. Spesso, per raggiungere il punto più estremo del wadi, è necessario un trekking che si trasforma presto in una vera e propria avventura: è il caso del Wadi Shab, dove il paradiso incontaminato va sudato non poco e conquistato lentamente..

 

Lasciata l’auto sotto il cavalcavia dell’autostrada, ci si trova di fronte alla foce del fiume: per raggiungere l’inizio del sentiero è necessario attraversare il corso dell’acqua con un barca trainata con una corda da un ragazzo del luogo, che chiede l’equivalente di circa 50 centesimi di euro. Giunti nella sponda opposta, il sentiero segue dapprima il corso del fiume in mezzo alle palme ma improvvisamente l’acqua sparisce e si procede lungo il letto asciutto nel canyon. Dopo circa una ventina di minuti di cammino si raggiunge un bivio: il sentiero procede sulla destra lungo un tratto cementato sopraelevato, mentre procedendo nel canyon si raggiungono le prime piscine naturali dove è possibile rinfrescarsi. Il sentiero inizia ad offrire splendide viste sulle prime pozze d’acqua dai colori incantevoli. Si procede per circa 15 minuti lungo il percorso cementato, dopo di che si riscende nuovamente nel fondo del canyon asciutto, intervallato talvolta da piccole piscine naturali. Questa è la parte più faticosa del percorso: il sentiero a tratti sparisce ed è necessario procedere su grossi massi o in mezzo a delle rocce scivolose. La fatica si comincia a sentire, tanto più che le temperature sono spesso proibitive ed i punti ombra assenti: inizio di aprile, termometro sui 36 gradi. Riguadagnato il sentiero, si raggiunge nuovamente il fiume che si costeggia ad un’altezza di circa 10 metri e che in questo tratto scorre in uno stretto canyon. Il sentiero termina qui: per procedere è necessario trovare un punto per scendere dalle pareti rocciose e proseguire nuotando nel wadi, dove di tanto in tanto si formano delle spiaggette di sassi. L’acqua ha un colore meraviglioso, passa dal blu intenso, al verde smeraldo fino all’azzurro turchese. Si nuota lungo il canyon, tra pareti strettissime e catene di ferro che permettono di risalire lungo le rocce e fare tuffi mozzafiato. Ma lo spettacolo deve ancora arrivare: ad un certo punto il wadi sembra terminare e si arriva di fronte ad una grande grotta chiusa: ma osservando attentamente, si nota una piccola apertura a pelo d’acqua dalla quale passa appena appena la testa. Sembra impossibile proseguire, eppure si avanza cautamente, non senza titubanza ed apprensione, tra la stretta apertura e ci si ritrova in un luogo da sogno: una enorme cavità, a cielo aperto, dove tra le rocce si getta una spumeggiante cascata.

 

In totale, per raggiungere la grotta, sono necessari circa 50 minuti di trekking e una decina di minuti a nuoto intervallati da brevi camminate.

L’avventura termina qui ed è una tra le cose più emozionanti che si possono fare su questo pianeta!

 

Al termine dell’escursione nel wadi, cerchiamo di raggiungerela White Beach seguendo le tracce sterrate da google earth: procedendo dall’uscita del Wadi Sham, la strada si interrompe subito e siamo costretti a tornare indietro, riprendere la nuova autostrada in direzione Muscat, uscire a Fins e tornare indietro lungo la costa. La spiaggia è davvero bella, anche se arriviamo in un orario in cui troviamo parecchie jeep di un gruppo, ma c’è spazio sufficiente per trovare un angolo tutto per noi: la sabbia è bianchissima, il mare azzurro e trasparente con qualche sasso sulla battigia. Pranziamo in spiaggia e dopo bagni e un po’ di relax ripartiamo per il Bimah Sinkhole, stranamente, una delle poche attrazioni in Oman ben segnalate: è uno spettacolare cratere di calcare sul cui fondo si trova una straordinaria pozza d’acqua verde-azzurra, con pareti rocciose dove si possono fare tuffi spericolati.

 

Non ci resta che proseguire in direzione Muscat, attraversando paesaggi suggestivi di montagne rocciose dalla forma bizzarra. Le strade, finora piuttosto deserte, iniziano a farsi trafficate anche se la viabilità, anche in città, resta sempre piuttosto scorrevole. Arriviamo al Beach Hotel (spaziosa junior suite € 88 con colazione su asiarooms), in ottima posizione a 5 minuti a piedi dalla spiaggia e dalla zona commerciale di Al-Qurum, con molti ristoranti internazionali.

Muscat,  lunedì, 5/04/2010

 

Muscat è una città un po’ strana, non ha un vero centro ma si divide in tanti quartieri, alcuni, come Mutrah, assolutamente lontani dal tipico aspetto di metropoli. A Mutrah visitiamo il caratteristico mercato del pesce, dove i venditori sono praticamente seduti in mezzo al pescato del giorno: gli acquirenti contrattano sul prezzo, alcuni caricano direttamente sui furgoni mentre altri si recano presso appositi banchi che effettuano la pulizia delle interiora. All’uscita del mercato si può passeggiare sul lungomare, con panchine coperte da cupole dorate, che offre una splendida veduta della città, con gli edifici e le moschee che si stagliano sul golfo. Bellissimo e coinvolgente il souk di Mutrah, uno dei più autentici del mondo: si può girare liberamente senza mai essere infastiditi, ma solo talvolta invitati dai venditori, con estrema gentilezza, a curiosare tra le loro esposizioni. Si passa dalle spezie profumatissime ai tradizionali pugnali in argento, dalla seta e dagli abiti tradizionali omaniti al souk dell’oro. I turisti sono pochi, la maggior parte delle persone sono uomini e donne arabe, con i loro vestiti tradizionali. Chiunque incontri, uomini naturalmente, ti guarda incuriosito ed al minimo sorriso, scambiano amichevolmente un saluto oppure una battuta. Ad ogni modo si tratta più di un souk da ammirare, visto che i prezzi non sono molto vantaggiosi.

 

Riprendiamo l’auto per raggiungere le spiagge del sud fino a raggiungere la baia dell’Oman Dive Center: si paga un ingresso (3 euro), la baia è davvero splendida ma, amara sorpresa….ci troviamo un gruppo di italiani: arrivano dalla Costa Crociere, oggi qui di passaggio! Che sfiga….

Ad ogni modo ci appartiamo nel tratto di spiaggia riservato all’hotel: l’acqua a riva è leggermente torbida in quanto molto bassa, ma una lunga passerella porta al largo, dove l’acqua assume una buona trasparenza, circondata da bellissime montagne rocciose che si tuffano in mare, formando deliziose calette raggiungibili a nuoto.

Muscat – Al Sawadi,  martedì, 6/04/2010

 

Lasciamo per qualche giorno Muscat, ci torneremo l’ultimo giorno, e proseguiamo verso nord in direzione Al Sawadi, dove abbiamo prenotato un resort per 2 notti, con l’intento di raggiungere le isole Daymanyat. Strada facendo facciamo tappa alla straordinaria Sultan Qaboos Grand Mosque, una meraviglia del medio oriente e una delle poche visitabili dai turisti. La moschea sembra sospesa sul marmo bianco all'esterno, con i 5 minareti che simboleggiano la preghiera quotidiana. Gli interni lasciano senza fiato, e ospitano tra l'altro il tappeto più grande del mondo, del peso di 21 tonnellate, ed un lampadario in cristallo Swarovski con oltre 1000 lampadine.

Nel pomeriggio raggiungiamo l’Al Sawadi Beach Resort, piuttosto caro (€ 178 la tripla, in mezza pensione), dove trascorriamo un bel pomeriggio di relax tra spiaggia e piscina.

Isole Daymanyat,  mercoledì, 7/04/2010

 

E già. I paradisi incontaminati, sconosciuti ed inesplorati vanno sudati, non tanto per lo sforzo fisico, ma più che altro per trovare il modo di raggiungerli.

Le Daymaniats sono dei gioielli incastonati nel mar arabico, formati da un gruppo di 9 isole, trasformati in una riserva marina protetta, il cui accesso è limitato da permessi speciali.

E se nel web non si trovano molte informazioni su queste isole, qualche motivo ci sarà pure.

Arrivarci non è semplice, ma soprattutto, prima di arrivarci non si sa bene cosa si troverà, visto che non esiste alcun racconto da parte di qualcuno che ci sia stato, se non per fare immersioni al largo delle sue coste.

Nemmeno la Lonely Planet ne parla nella guida dell'Oman...

In realtà un sito internet dedicato alle isole esiste, ma più che altro esamina la ricchezza dei suoi fondali ed i migliori punti immersione. Ma le isole Daymaniats offrono spiagge bianche mozzafiato, lambite da un mare dai colori stupefacenti, ma purtroppo, o per fortuna, le coste non sono sfruttate turisticamente.

Purtroppo perché per arrivarci si deve ideare qualche stratagemma, per fortuna perché, una volta arrivati, sarete i padroni incontrastati dell’isola e della sua spiaggia, che al massimo dovrete condividere con qualche tartaruga di passaggio (ma durate il giorno è piuttosto raro) e con la miriade di pesci tropicali che vi accompagneranno durante le indimenticabili nuotate.

L’unico modo che ho trovato per arrivarci è stato quello di contattare il diving del Al Sawadi Beach Resort, l’unico in zona che ha il permesso per raggiungere le isole. Il diving, di gestione tedesca, dispone di due barche che partono quotidianamente per raggiungere i migliori punti diving, offrendo inoltre la possibilità di fare snorkeling al largo. Ma per farvi lasciare direttamente su una spiaggia, dovrete richiederlo espressamente, con largo anticipo, e sperare in una risposta positiva. Scordatevi di contrattare un’escursione direttamente in loco perché il diving dispone di posti limitati ed è perennemente al completo. Da quanto ho capito, in Oman ci sono solamente due centri diving e l’altro si trova a Muscat.

Dopo una serie di email, sono riuscito a strappare un consenso positivo dalla responsabile del diving per un programma a grandi linee che comprendeva una sosta presso un’isola, per poi contrattare, la mattina stessa dell’escursione direttamente con l’istruttore, prima uno snorkeling al largo su fondale basso mentre il resto del gruppo faceva immersioni, quindi la possibilità di raggiungere una delle sue spiagge e farmi venire a riprendere dopo un paio d’ore (con il solo dubbio, si ricorderanno di passare a riprendermi?). Unico problema, l’imbarcazione non può attraccare sull’isola, pertanto la sudata ed incontaminata spiaggia va raggiunta a nuoto direttamente dalla barca: quindi, niente zaino, asciugamano e fotocamera, soltanto maschera e pinne.

La spiaggia è indescrivibile: la lunga battigia è formata da una miriade di minuscole conchiglie bianchissime e di coralli, l’acqua sembra immobile e si presenta con colori turchesi ed una limpidezza straordinaria, mentre a pochi metri dalla riva si trasforma in un acquario stupendo, con coralli vivi ed una varietà di pesci tropicali, murene, aragoste, pesci angelo, pagliaccio, pappagallo ma soprattutto tantissimi pesci chirurgo che nuotato al vostro fianco. Sinceramente pensavo di riuscire ad ammirare qualche specie più grande, evidentemente sono stato sfortunato, visto che le probabilità di incontrare le enormi tartarughe verdi sono molto alte e non è difficile nemmeno scorgere anche qualche squalo di barriera sui 15 metri di profondità.

Le poche ore a disposizione trascorrono tra nuotate memorabili e relax sulla spiaggia, che oltre la battigia si trasforma in sabbia bianchissima. Nessuna pianta e nessun punto ombra, sulla spiaggia si trova solo un cartello che indica che ci troviamo in un parco nazionale protetto, di non lasciare nulla sull’isola, che il camping è severamente vietato e di non disturbare le tartarughe verdi. Infatti passeggiando sull’isola, mi sono imbattuto in alcune montagnette di sabbia, evidentemente posizionate dalla guardia costiera per evidenziare i punti in cui le tartarughe hanno deposto le uova.

Pensavo che un’alternativa per raggiungere le isole fosse quella di contrattare con qualche pescatore che si trova sulla spiaggia del resort, ma parlando con uno di loro mi ha spiegato che non dispongono del permesso per fermarsi alle isole Daymaniats, ma l’unico servizio che possono fare è il trasporto presso le isole Sawadi di fronte al resort, nulla di speciale. Non escluderei che questa cosa possa cambiare nell'immediato futuro oppure che possiate trovare qualcuno che vi porti ugualmente.

Per organizzare l’escursione contattate il centro diving: alsawadi(et)extradivers.info

e spiegate nel dettaglio cosa desiderate fare, visto che il programma (se c’è posto) prevede esclusivamente l’immersione in due diversi punti snorkeling al largo di qualche isola.

Per raggiungere la prima isola si impiegano circa 45 minuti, il costo è di 18 RO, (sui 35 euro), all’incirca si parte verso le 9 e si rientra alle 14.30. Potete noleggiare l’attrezzatura direttamente al diving.

Da quanto ho capito, nemmeno il diving ha invece la possibilità di sbarcare sull'isola principale.

Nakhal, Wani Bani AWF,  giovedì, 8/04/2010

 

Lasciamo Al Sawadi direzione Nakhal dove visitiamo il forte che sorge nella posizione più spettacolare del Paese: saliti sulla terrazza s può ammirare un paesaggio incantevole: i palmeti sembrano non finire mai e arrivano a ridosso delle imponenti montagne dell’Hajar, semplicemente favoloso. Proseguiamo e svoltiamo alla deviazione per il Wadi Bani AWF, un tratto di strada sterrata impervia, con pendenze da brividi, che si inerpica in una delle zone più selvagge dell’Oman, tra piccoli guadi, canyon mozzafiato, villaggi a terrazze che hanno sfidato la natura, paesaggi e viste da sogno. Si procede con attenzione ma il percorso è estremamente divertente, ma con la costante preoccupazione di non forare e di fare attenzione ai tratti notevolmente esposti.

    

Torniamo a Muscat dove ci risistemiamo al Beach Hotel, dove contrattiamo un late check-out serale per il giorno dopo, visto che avremo il volo in nottata.

Muscat,  venerdì, 9/04/2010

Ultimo giorno in Oman ma lo vogliamo sfruttare pienamente: ritorniamo a Mutrah dove facciamo un nuovo giro nel souk ma, essendo venerdì, la maggior parte delle botteghe sono chiuse. Percorriamo il tratto di costa che collega Mutrah con Muscat, con il forte e l’enorme incenso in cima ad una collina. Muscat è letteralmente circondata da aspre montagne: ammiriamo esternamente il curatiissimo Palazzo del Sultano, con la facciata che ricorda un fungo colorato, ma anche castelli e palazzi circondati da splendide aiuole. La guardia di turno ci saluta amichevolmente, cosa strana. Continuiamo lungo la costa fino ad arrivare al Al Bustan Palace, uno degli hotels più lussuosi del medio-oriente. Si può accedere liberamente all’imponente lobby, sembra una via di mezzo tra un palazzo reale e una moschea, stupefacente.

 

Infine raggiungiamo la baia di Qantab, una splendida spiaggia a forma di mezzaluna incastonata tra le montagne. Essendo venerdì, in spiaggia ci sono alcune famiglie e ragazzi che si godono la giornata festiva ed ancora una volta, abbiamo la testimonianza dell’amichevolezza della gente omanita: è bastata una palla in acqua per attirare ogni persona che passava dalle nostre parti: passa qui, passa là, in breve ci siamo trovati circondati da una ventina di persone che volevano giocare con noi, incuriositi e divertiti. Torniamo in hotel e dopo cena raggiungiamo l’aeroporto, dove in nottata ci aspetta il volo di rientro.

 

Termina qui la nostra avvincente e positiva esperienza in questo affascinante Paese, che lentamente sta scoprendo le sue enormi potenzialità turistiche, e che forse abbiamo avuto la fortuna di conoscere prima che possa aprirsi definitivamente al turismo di massa.

Programma           

Dubai

Volo per Dubai, arrivo in nottata e trasf. in hotel

Dubai

Nel pomeriggio visita del centro di Dubai, un'esperienza tra l'antico e il moderno che si fondono con forti contrasti. Si inizia dal Creek, un canale che attraversa la città, circondato da alti edifici sotto i quali si trovano caratteristici bazar. Qui si percorre il fiume con l'Abras, una tipica imbarcazione che funge da taxi acquatico e si visitano i souk più famosi.

Particolarmente suggestivo è il souk delle spezie dove non mancano gli incensi ed i medicinali tradizionali importati da ogni parte dell'oriente. Qui i sensi vengono rapiti dai profumi che aleggiano nell'aria. Il mercato più interessante della città è il souk dell'oro, il più esteso del mondo arabo nel suo genere con vetrine e banchi stipati di gioielli e lingotti. A poca distanza si trova anche il souk dei tessuti tra i cui banchi si possono trovare tessuti provenienti da tutto il mondo, lana, seta, lino, cotone.

Dubai

Giornata nella zona di Jumeirah, con la bella moschea e il il World Trade Center, uno degli edifici più slanciati della città. Quindi giornata di relax sulla spiaggia di Dubai. In serata cena al Burj Al Arab. Costruito su un isolotto artificiale che dista 300 metri dalla costa, è con i suoi 321 metri di altezza l'hotel più elevato al mondo. Con la sua forma di una vela spiegata è diventato il simbolo della nuova Dubai avveniristica e lussuosa. La sera l'hotel cambia continuamente colore a distanza di pochi secondi. Il Burj è collegato da una passeggiata ad altri due altri hotel lussuosi, tra cui il The Jumeirah, a forma di onda e il Mina A'Salam, costruito su una laguna dove ci si sposta con taxi acquatici.

Dubai

Mattinata di relax in spiaggia. Nel pomeriggio escursione in fuoristrada con cena nel deserto. Si raggiungono le alte dune dorate del deserto che si percorrono con salite e discese mozzafiato con la jeep. Si prosegue per il campo principale in mezzo al deserto, dove si assiste ad un tramonto indimenticabile. Possibilità di una cammellata tra le dune o di scivolare con il surf. A seguire un delizioso barbecue nel campo beduino, accompagnato dalle tipiche danze beduine e dalla danza del ventre. Rientro in hotel alle 22,30.

Dubai

Giornata in spiaggia e visita delle altre principali attrattive di Dubai, come lo snow park e i suoi futuristici centri commerciali. Oppure, intera giornata al nuovissimo super resort Atlantis, ricostruzione di Atlantide, con gli interni da fantascenza, la spiaggia tropicale, l'acquapark e la laguna dei delfini. Il Resort si raggiunge con una monorotaia che attraversa la famosa Palma di Dubai.

Muscat

A seconda dell'operativo aereo: mattinata in spiaggia e nel pomeriggio volo per Muscat, oppure volo in mattinata e nel pomeriggio prima visita di Muscat. Arrivo a Muscat, capitale dell'Oman, e ritiro dell'auto. Definita "Il Gioiello d'Arabia", incastonata tra aspre montagne rossastre, si affaccia su una baia affascinante e conserva gelosamente le sue tradizioni.

Muscat

Giornata dedicata alle deliziose spiagge bianche nei pressi di Al Bustan, che in poche migliaia di metri vede la convivenza di una serratissima catena montuosa, rigogliosi giardini tropicali e una bianchissima striscia di sabbia lambita dal più azzurro dei mari, in una cornice paesaggistica di spettacolare bellezza. Qui si trova uno degli hotel più lussuosi del mondo; gli ambienti sono davvero opulenti, dalla lobby alle camere è tutto un susseguirsi di archi in stile arabo, raffinati tendaggi, broccati, ori, cristalli, legni e marmi pregiati finemente lavorati. Rientrando in città si visita la Moschea Sultan Qaboos Grand Mosque, una meraviglia del medio oriente e una delle poche visitabili dai turisti. La moschea sembra sospesa sul marmo bianco all'esterno. Gli interni lasciano senza fiato, e ospitano tra l'altro il tappeto più grande del mondo.

Sur

Partenza per Sur, graziosa cittadina sulla costa, percorrendo la nuova hwy che attraversa montagne selvagge e suggestivi paesaggi costieri. Dopo 85 chilometri si raggiunge il Wadi Dayqah, una bellissima vallata tra altissimi dirupi, con piscine naturali dove rinfrescarsi. Si prosegue poi per Dibab e le sue bizzarre doline di calcare e quindi lungo la panoramica strada costiera fino ad arrivare a Sur. Sosta per un bagno alla splendida White Beach, sabbia bianchissima e mare turchese. Possibilità di raggiungere, oltre Sur, la famosa spiaggia di Ras al Jinz, una riserva naturale in cui arrivano circa 35 000 tartarughe all’anno a deporre le uova.

Nizwa

Partenza per il Wadi Bani Khalid, uno dei wadi più affascinanti del paese, una bellissima oasi nel mezzo delle montagne, con incredibili piscine naturali e pozze verde smeraldo dove si può nuotare. I wadi sono canyon tra le montagne scavate da limpidi torrenti, al cui interno si trovano oasi rigogliose alimentate da sorgenti di acqua dolce e cascate. Un autentico paradiso in terra. Lungo il percorso si costeggia lo sterminato deserto di dune di sabbia color rame alte fino a 200 metri del Wahiba Sands. E’ la patria dei beduini e dei loro cammelli da corsa, ed offre uno spaccato di vita tradizionale in via di estinzione. Proseguimento per Nizwa.

Nizwai

Escursione alla vicina e mistica cittadina di Bahla, famosa per i suoi laboratori di ceramica e per uno dei più bei Forti del paese. Altri 10 km per raggiungere Jabrin e visitare il suo Forte, costruito nel 17° secolo, conosciuto per i suoi intonaci ed i suoi soffitti dipinti. Proseguimento per il Jebel Shams, che è considerato il Grand Canyon dell'Oman, profondo più di 1000 metri.

Al Sawadi

Visita della cittadina di Nizwa, seconda meta turistica del paese, graziosa oasi situata tra alcune delle vette più alte dei monti Hajar, è la città dell’artigianato dell’oro e dell’argento. Visita del caratteristico suq, del forte e delle caratteristiche moschee. Proseguimento per il Sawadi Resort, attraversando in fuoristrada i monti Hajar, una strada panoramica che si inerpica tra i luoghi più inaccessibli del Paese, tra i quali Biled Sayt, villaggio di mattoni e fango costruito a terrazze, l'impressionante Snake Gorge ed il Wadi Bani Awf.

Al Sawadi

Giornata di relax ad Al Sawadi o possibilità di escursione al parco marino delle isole Daymanyat, raggiungibili in circa 45 minuti di navigazione. Una favolosa riserva marina naturale composta da nove piccole isole circondate da sensazionali barriere coralline, ancora intatte, e da acque cristalline popolate da razze, tartarughe, delfini, diverse specie di pesci tropicali e da sfarzosi coralli. Le lunghe spiagge bianche e sabbiose invitano anche chi non si immerge a godersi il sole. Sulle isole è facile incontrare delle tartarughe.  

Muscat

Escursione intera giornata a Rustaq e Nakhal. Percorrendo la panoramica costa Batinah ci si inoltra verso l'interno fino alle lussureggianti sorgenti calde di Thowarah situate a pochi chilometri di distanza da Nakhal, una pittoresca cittadina dominata da uno dei più affascinanti forti del sultanato. Spettacolarmente costruito su uno sperone roccioso, i soffitti, le porte e le finestre sono decorate con magnifici intarsi. Dall’alto la vista sul paesaggio circostante è spettacolare. Da Nakhal si prosegue fino al Wadi Bani Awf, 20 km attraversando le montagne di Jebel Akhdar. Qui c'è un villaggio a terrazze che ha sfidato la natura.  Ultima sosta per visitare il forte Al-Hazm dove si trova un falaj (il tradizionale sistema d'irrigazione usato in Oman) che scorre sotto l'edificio. Rustaq, capitale dell'Oman nel Medio Evo, è famosa per il suo imponente forte. Da una delle sue torrette si può godere di uno splendido panorama della campagna circostante. Rientro a Muscat.

 

Visita di Muscat partendo dal famoso souk Muttrah, uno dei più antichi e suggestivi del paese, è un labirinto di antichi vicoli coperti di tettoie di palma e illuminato da lanterne, tra negozietti e bancarelle di monili d’argento, spezie, tessuti. Enorme dedalo di stradine coperte da drappeggi coloratissimi, piene di vita, colori, facce. Lungo la sua "Corniche", il panoramico lungomare con i fortini all'estremità, si trovano le vecchie case dai balconi traforati dei commercianti portoghesi, perfettamente restaurate. L'Alam Palace, la residenza del Sultano, famoso per la sua elegante architettura e per la sua posizione tra i due forti portoghesi Jalali e Mirani costruiti per la difesa della città.  Il Fish Market, (mercato del pesce e della verdura) è un incredibile miscuglio di odori, colori e suoni, un luogo che riflette un mondo rimasto immutato da generazioni. In serata trasferimento in aeroporto.